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Daniele Bazzani: Fingerstyle - Le prime lezioni di chitarra. Lingua: Italiano Media: Audio on line Pagine: 88 Non so se questo sia il lavoro più complicato fra quelli che ho intrapreso fino a oggi, quello che so è che dal punto di vista didattico è quello più importante, e il più lontano da me. Importante perché se fatto bene (il mio lavoro, intendo) può aiutare a mettere le basi di tutto quello che seguirà per quanto riguarda lo studio del fingerstyle; lontano da quello che sono perché, essendo io abituato a suonare cose anche piuttosto complicate, la scrittura e il mettere in ordine esercizi “semplici” per iniziare è molto difficile da valutare e c’è il rischio di non rendersi davvero conto di cosa si stia sottoponendo allo studente. Metto le mani avanti? Forse. Una considerazione iniziale: se pensate di saltare lo studio della tecnica per cimentarvi in qualcosa di complicato come il Fingerstyle (maiuscolo così incute timore) state lontani da questo libro e da me! Non voglio né vedervi né sentirvi al telefono. Qualche buontempone di musicista dice cose tipo “Io non ho mai studiato le scale, ho solo suonato” e via dicendo, creando confusione in chi legge e dando un’idea profondamente sbagliata del nostro lavoro e di come si arrivi a certi risultati. Ma veniamo a noi. Quello che avete fra le mani (oppure vi hanno fotocopiato solo questa pagina) è il mio ten- tativo di dare un aiuto a chi vuole suonare la chitarra acustica con le dita, nella cosiddetta tecnica Fingerstyle, appunto. Avendo studiato chitarra classica da bambino ho avuto modo di affrontare in parte lo straordinario percorso che lo studente si trova davanti, questo mi ha aiutato nella difficile compilazione del metodo. So bene quanto ognuna delle due mani abbia un ruolo prezioso: la destra è il nostro suono, produce le note e le mette in fila anche dal punto di vista del tempo, ha quindi due ruoli, quello ritmico e quello armonico. La sinistra ha il compito di diteggiare tutte le note che non sono prodotte da corde a vuoto, ma anche di non toccare le corde a vuoto che stanno suonando, quindi si deve muovere come un gatto fra i cristalli, ogni cosa che tocca cade e si rompe. Detta così è già difficile, ma i problemi veri arrivano quando le due mani vanno messe insieme, perché possono pure lavorare bene singolarmente, ma se non sono sincronizzate è tutto inutile. Ecco il perché della prima parte di esercizi, per iniziare a muovere bene le mani prima da sole, poi insieme.




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